Taeg e Teg: la contraddizione non trova soluzione

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Taeg e Teg: la contraddizione non trova soluzione

Dopo i vari interventi dello scorso anno, il Governatore aveva curato, alla recente Assemblea dell’ABI, un ulteriore forte richiamo alle banche sulla trasparenza delle condizioni di conto: ”Ora le banche devono risolvere la questione alla radice; sostituiscano spontaneamente, una volta per tutte, le commissioni complesse e opache con commissioni ragionevoli sui fondi messi a disposizione; per il resto, si riconduca tutto all’applicazione trasparente dei tassi di interesse”.

Ai richiami e raccomandazioni – rimasti per lo più inascoltati – hanno fatto seguito, nei mesi di luglio ed agosto, le nuove disposizioni della Banca d’Italia in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari ed in materia di rilevazione dei tassi effettivi ai sensi della legge sull’usura.

Le nuove disposizioni prefigurano un assetto dei rapporti banca/clienti che, pur accogliendo le indicazioni di recenti leggi e Direttive di prossimo recepimento e recependo aspetti di costo precedentemente trascurati, presentano ancora significativi spazi di opacità, che conservano al sistema bancario ampi margini di gestione delle condizioni di conto, fornendo una protezione non trascurabile dai limiti d’usura dettati dalla normativa.

Con una formula matematica, di scarso significato finanziario, si è introdotta, dopo la legge 108/96, una definizione diversa di costo per uno stesso credito, così che tassi effettivi praticati dalle banche (TAEG), esasperatamente sospinti – in casi non sporadici – su livelli marcatamente elevati, risultano, con il diverso metro di misura del TEG, impiegato nella verifica d’usura, moderati e compresi entro le soglie elaborate sulla base delle Istruzioni sulla rilevazione dei tassi approntati dalla Banca d’Italia.

La funzione del credito ha trovato nello stesso Organo di Vigilanza una tutela e presidio dai condizionamenti amministrativi disposti dalla legge 108/96: in un mercato ancora privo di concorrenza, ne viene a subire un apprezzabile pregiudizio la tutela del cliente bancario e, non ultima, l’allocazione stessa del credito.

Le modifiche normative che sono venute maturando in quest’ultimo anno e le recenti disposizioni emanate dalla Banca d’Italia in tema di trasparenza e rilevazione dei tassi d’usura evidenziano lo stentato e travagliato recupero di un equilibrio dei rapporti, nei quali rimane affidata a presidi di trasparenza la tutela del cliente bancario, mentre la banca è lasciata libera di operare entro un quadro normativo lasco e compiacente.

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