Aree d’intervento

Il nostro Studio fornisce consulenza e assistenza che permettono ai privati o ai piccoli imprenditori di individuare possibili soluzioni alle loro difficoltà economiche/finanziarie.

Dopo un’attenta analisi della situazione debitoria, il nostro team verifica se è possibile ipotizzare un prestito sufficiente ad estinguere tutti i debiti preesistenti e valuta se le condizioni di interesse e di durata del finanziamento sono favorevoli.
I nostri servizi sona diversificati e il nostro team è in grado di analizzare e risolvere una grande quantità di prodotti finanziari.

Consulenze Tecniche di parte

Alla base del fenomeno dell’inflazione delle azioni di responsabilità professionale esistono una serie di cause di natura soprattutto sociale e culturale. Le ragioni di questo fenomeno possono ricercarsi, tra le altre, nel crescente numero di professionisti che operano in ogni settore, circostanza che inevitabilmente porta con sé la disomogenea validità del “prodotto professionale”. D’altro canto, anche la riduzione del gup culturale tra specialista e cliente, comportando l’abbandono del “dogma” dell’intangibilità dell’opera del professionista, concorre a determinare il fenomeno, né va trascurato, infine, il diffuso innalzamento della richiesta di tutela, anche giurisdizionale, delle situazioni giuridiche soggettive individuali in caso di lesione.

Consulenze Tecniche d’ufficio

Il consulente tecnico d’ufficio, in acronimo c.t.u., svolge il ruolo di ausiliario del giudice in un rapporto fiduciario, qualora si renda necessaria una particolare conoscenza tecnica, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo. L’attività del consulente tecnico è disciplinata dagli artt. 61 a 68 del codice di procedura civile (allo stesso modo dall’art. 220 fino a 233 nel codice di procedura penale), dove sono contenute le competenze che l’ausiliario designato dal giudice deve espletare dal conferimento dell’incarico fino all’elaborato peritale. “La scelta dei consulenti tecnici deve essere normalmente fatta tra le persone iscritte in albi speciali formati a norma delle disposizioni di attuazione al presente codice” (art. 61 c.p.c.), ma il giudice qualora lo ritenga opportuno ha la facoltà di nominare un esperto non incluso nell’Albo del Tribunale, motivandone il ricorso. Il compito ultimo del consulente è rispondere in maniera chiara e pertinente ai quesiti enunciati dal giudice, dando risposta ad ulteriori possibili chiarimenti richiesti dal giudice stesso (art. 62 c.p.c.). Il quesito enunciato dal giudice al momento del mandato e del giuramento consiste in una o più domande espresse solitamente in modo analitico o generico. Dovere dell’esperto è attenersi scrupolosamente ai quesiti, senza esprimere pareri non richiesti o non necessari. Per favorire la comunicazione fra le parti la scelta linguistica della relazione peritale deve privilegiare un linguaggio non eccessivamente specialistico che consenta ai soggetti coinvolti (giudice, magistrato e avvocati) un accesso facilitato alla lettura. 

Contenzioso e mediazione

La mediazione tributaria obbligatoria è stata introdotta dall’art. 39, c.9, del decreto-legge n.98 del 2011 che ha inserito l’art. 17-bis nel decreto legislativo n. 546 del 1992.
Si tratta di uno strumento deflativo del contenzioso tributario per prevenire ed evitare le controversie che possono essere risolte senza ricorrere al giudice, tenendo conto degli orientamenti della giurisprudenza e quindi dell’esito ragionevolmente pronosticabile del giudizio.

<strong>Le controversie oggetto di mediazione</strong>
La mediazione tributaria può essere applicata solo per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, relative a tutti gli atti impugnabili, individuati dall’art. 19 del D.lgs. n. 546 del 1992, emessi esclusivamente dall’Agenzia delle entrate e notificati a partire dal 1° aprile 2012. Rientrano fra quelli per i quali è obbligatorio presentare istanza di mediazione, anche gli atti emessi a partire dal 1° dicembre 2012 dagli Uffici provinciali – Territorio dell’Agenzia.
La mediazione può riguardare le controversie relative a:
<ul>
<li>avviso di accertamento</li>
<li>avviso di liquidazione</li>
<li>provvedimento che irroga le sanzioni</li>
<li>ruolo</li>
<li>rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori non dovuti</li>
<li>diniego o revoca di agevolazioni o rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari</li>
<li>ogni altro atto emanato dall’Agenzia delle entrate, per il quale la legge preveda l’autonoma impugnabilità innanzi alle Commissioni tributarie.</li>
</ul>
Possono essere oggetto di mediazione anche le controversie relative al silenzio rifiuto alla restituzione di tributi, sanzioni, interessi o altri accessori (art. 21, c. 2, del D.lgs. n. 546 del 1992).
A titolo esemplificativo l’istanza è improponibile in caso di impugnazione:
<ul>
<li>di valore superiore a ventimila euro</li>
<li>di valore indeterminabile</li>
<li>riguardanti attività dell’Agente della riscossione</li>
<li>riguardanti atti non impugnabili</li>
<li>di atti in cui non è legittimata passivamente l’Agenzia delle entrate</li>
<li>di atti notificati prima del 1° aprile 2012</li>
<li>di rifiuti taciti di rimborso con riferimento ai quali alla data del 1° aprile 2012 (30 novembre 2012 per le istanze presentate agli uffici dell’ex Agenzia del Territorio) siano già decorsi novanta giorni dalla presentazione della domanda di rimborso</li>
<li>riguardanti recupero di aiuti di Stato</li>
<li>di provvedimenti emessi ai sensi dell’articolo 21 (“Sanzioni accessorie”) del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472</li>
<li>riguardanti istanze di cui all’articolo 22 (“Ipoteca e sequestro conservativo”) del D.Lgs. n. 472 del 1997</li>
<li>del diniego della chiusura delle liti fiscali “minori” pendenti prevista dall’articolo 39, comma 12 del DL n. 98 del 2011.</li>
</ul>
Il valore della controversia va determinato con riferimento a ciascun atto impugnato ed è dato dall’importo del tributo contestato dal contribuente con l’impugnazione, al netto degli interessi, delle eventuali sanzioni e di ogni altro eventuale accessorio. In caso di impugnazione esclusivamente di atti di irrogazione delle sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste.
Alla mediazione tributaria non si applica l’istituto della conciliazione giudiziale, ma solo le disposizioni, per quanto compatibili, di cui all’art. 48 del D.lgs. n. 546 del 1992.

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