Definizione

Definizione

L’art. 1283 del codice civile Italiano prevede che: “in mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi.

Nei contratti di conto corrente, per diversi decenni, gli Istituti di credito hanno derogato a tale divieto facendo riferimento agli “usi” bancari imponendo, tale prassi per oltre mezzo secolo a tutti i rapporti di finanziamento a privati ed aziende.

Effetto di tale pratica era quello di generare interessi su interessi a discapito del correntista.

Sebbene la capitalizzazione Trimestrale sia stata legittimata dalla Delibera CiCR del 9 Febbraio 2000, tale pratica è stata limitata dal successivo art. 4, comma 2, D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141, come modificato dall’ art. 3 D.Lgs. 14 dicembre 2010, n. 218.

Questi prevede che ..

Art. 1-bis. Il CICR può stabilire termini inferiori a quelli previsti nei commi 1 e 1-bis in relazione all’ evoluzione delle procedure telematiche disponibili per la gestione del servizio di incasso degli assegni.
2. Il CICR stabilisce modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’ esercizio dell’attività bancaria, prevedendo in ogni caso che:
a) nelle operazioni in conto corrente sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori;
b) gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale (1).

Premesso quanto sopra l’anatocismo, così come perpetrato dal mondo Bancario sino alla revisione decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 53, non potrà più essere fonte di maggiori oneri a carico dei correntisti a partire dal 31 Marzo 2014 (con i primi effetti dal 30 Giugno 2014).

L’anatocismo è stato , quindi,  per molti decenni fonte di maggior lucro a favore del settore bancario senza che vi fosse un effettivo USO (normativo) che ne giustificasse l’applicazione.

Solo i costanti, e reiterati ,interventi della Giurisprudenza (sfociati in almeno due interventi della Cassazione a SS.UU. ) hanno permesso di interrompere tale pratica la quale ha trovato applicazione fino al 31 marzo 2014.

Data dopo la quale l’anatocismo , così come conosciuto, dovrebbe non generare più alcun effetto deleterio a danni dei correntisti.

 

 

 

 

 

 

 

 
Tale sentenza ha costituito il primo di una serie di pronunciamenti che ha aperto le porte alla possibilità per tutti i correntisti di azionare procedure di richiesta di quanto indebitamente addebitato nel corso degli anni sui propri conti correnti.
L’anatocismo finanziario insieme alla mancata pattuizione ti tassi ultralegali non pattuiti, all’applicazione della commissione di massimo scoperto (c.m.s.)  e all’applicazione di tassi usurari sono le principali irregolarità che hanno portato nell’ultimo decennio a migliaia di richieste di risarcimento da parte di Imprese, Artigiani, Professionisti e privati.

L’anatocismo per sua natura può essere riscontrato in diverse forme di accesso al credito tra cui:

  • Contratti di conto corrente (conti ordinari, anticipi, s.b.f….)
  • Mutui
  • Leasing
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